A
Sigfrido Ranucci il premio Francese
Consegnato
il riconoscimento all'inviato di Rainews24
che ha vinto con un reportage
sull'uso delle armi al fosforo in Iraq
A Cefalù la cerimonia e tre iniziative dedicate alle "Voci
di libertà":
una
mostra sui giornalisti uccisi, un incontro con lo scrittore
Vincenzo
Consolo
e un confronto con i ragazzi di “Addio pizzo”
Con
un reportage accurato e circostanziato sull’uso
di armi chimiche a Fallujia il giornalista di Rainews
24, Sigfrido Ranucci, si è aggiudicato il
premio giornalistico dedicato alla memoria di Mario
Francese, il cronista del Giornale di Sicilia
ucciso dalla mafia nel 1979. Nella sezione
tesi di laurea hanno vinto Salvatore Cataldo con "Il
pianeta mafia visto dall'astronave verde",
Maria Teresa Camarda ("Saladino, romanzo
civile di una generazione") e Adriana Falsone
("Tra
cronaca e fiction. Carlo Lucarelli e Blu notte, la
contaminazione dei generi").
A consegnare il premio, organizzato dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia, è stato
il figlio di Mario, Giulio Francese, anch’egli redattore del Giornale di
Sicilia, al termine di una giornata aperta alle riflessioni sul ruolo dell’informazione.
Tutte le iniziative promosse nell’ambito del premio si sono svolte a Cefalù:
una mostra sui giornalisti uccisi, un incontro con lo scrittore Vincenzo Consolo
e un confronto con i ragazzi di “Addio pizzo”.
La giornata dedicata alle “Voci di libertà” del giornalismo
e della società civile è stata aperta dalla mostra “Il giornalismo
che non muore” ospitata presso la caserma dei carabinieri di Cefalù “Nicolò Botta”.
I pannelli raccontano le storie dei giornalisti che hanno pagato con la vita
il loro impegno per un’informazione libera. A seguire l’incontro
con lo scrittore Vincenzo Consolo, moderato dalla giornalista Egle Palazzolo,
al quale hanno partecipato Salvatore Rizzo del Giornale di Sicilia e Giuseppe
Lazzaro Danzuso de La Sicilia.
Vincenzo Consolo ha toccato temi di attualità e ripercorso la storia della
Sicilia alla luce della sua esperienza di scrittore e di intellettuale impegnato.
Nel pomeriggio è stato dato ampio spazio alle “Voci di libertà” dei
ragazzi di “Addio pizzo” che si sono confrontati con Francesco La
Licata, inviato della Stampa.
“Il ruolo fondamentale del giornalismo d’inchiesta – ha affermato
Franco Nicastro, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia – è oggi
appannato dalla prevalenza di uno stile più neutro dell’informazione. È una
scelta degli editori che mirano a comprimere l’autonomia professionale
dei giornalisti. Proprio contro questi tentativi i giornalisti sono impegnati
una vertenza che, una volta tanto, non riguarda semplicemente rivendicazioni
economiche”.
Il premio è stato istituito con i fondi della Regione per onorare la figura
e l’opera di Mario Francese, protagonista di una luminosa pagina di giornalismo.
Francese fu il primo a intuire le dinamiche di Cosa nostra che portarono all’egemonia
della cosca corleonese individuata poi, nelle sentenze della magistratura, come
la responsabile del delitto. “La sua uccisione e le vicende degli altri cronisti uccisi rappresentano – ha
concluso Franco Nicastro, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia
- un’alta testimonianza del ruolo e del patrimonio morale del giornalismo
siciliano”.
(27
dicembre 2006)
(nella
foto: il presidente dell'Ordine di Sicilia, Franco Nicastro,
e lo scrittore Vincenzo Consolo
all'inaugurazione della
mostra
"Il giornalismo che non muore" in
occasione del premio
Francese)
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