Premio
Francese 2007, vince 'Scacco
al re'
E i protagonisti dell'arresto di Provenzano
raccontano la caccia al boss dei boss
Il
riconoscimento dedicato al cronista ucciso dalla mafia nel
1979 è stato consegnato venerdì 27
aprile a Ragusa: sono intervenuti gli autori
della docu-fiction sulla cattura del superlatitante, tra cui
il regista Claudio Canepari. Il presidente dell'Ordine di Sicilia:
"Una produzione originale e di qualità". All'incontro
hanno preso parte anche Renato Cortese, primo dirigente
della Polizia di Stato, Michele Prestipino, sostituto procuratore della Dda di
Palermo, e il vicequestore Virgilio Alberelli, che hanno fatto luce sulle strategie
adoperate per acciuffare il padrino di Cosa
Nostra
È stato
consegnato al regista Claudio Canepari il
premio intitolato alla memoria del giornalista Mario Francese (nella foto), ucciso dalla
mafia nel 1979.
Il riconoscimento è stato assegnato alla co-produzione
televisiva Magnolia tv e Rai "Scacco al re - La cattura
di Provenzano", per la regia di Claudio Canepari, trasmessa
da Raitre. Per il regista "è una bella coincidenza
che il premio sia dedicato a un giornalista che ha raccontato
la storia dei corleonesi. E noi abbiamo raccontato la storia
dell'ultimo dei corleonesi, di Provenzano. L'abbiamo fatto
anche per raccontare la storia dei ragazzi di Cortese. Dietro
il racconto ufficiale c'è sempre un'altra verità,
una verità più reale". "La scelta
di premiare una produzione del genere - spiega Franco
Nicastro,
presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia - è stata
dettata dalla originalità e dalla qualità della
docu-fiction. Il riconoscimento è stato assegnato
all'impegno profuso nella ricostruzione dettagliata e coerente
delle ultime fasi della caccia al super latitante, mediante
l'impiego di documenti reali e di fiction televisiva".
Le
iniziative nell'ambito del premio Francese si sono tenute
a Ragusa giovedì 26 e venerdì 27 aprile.
Dopo la consegna del premio, la mattinata del venerdì è andata
avanti con la performance della nipote di Mario
Francese, Silvia che, con Federico Tolardo, ha dato vita al recital "Uomini
del Colorado", un'affettuosa memoria del nonno.
Di seguito i protagonisti della cattura di Bernardo Provenzano hanno incontrato
gli studenti delle scuole superiori di Ragusa ed hanno raccontato le strategie
adoperate per riuscire ad acciuffare il boss dei boss. Renato Cortese, primo
dirigente
della Polizia di Stato, Michele Prestipino, sostituto procuratore della Dda di
Palermo e Virgilio Alberelli, vice questore della Questura di Palermo, nella
seconda giornata del
premio Francese, presentati da Riccardo Arena, segretario regionale dell'Ordine
dei giornalisti e coordinati da Egle Palazzolo hanno risposto alle domande dei
giovani presenti.
"
Posso usare le parole di Siino il collaboratore di
giustizia - ha detto Michele Prestipino -
per affermare che
per
sconfiggere la mafia è sufficiente fare funzionare la pubblica
amministrazione in modo da dare una sponda legittima a tutti
i cittadini siciliani che cercano risposte ai loro problemi
e, inoltre, evitare che subiscano torti per i quali oggi
cercano rivendicazioni in ambienti che non sono lo Stato. Molte
delle indagini che ci hanno condotto alla cattura di
Provenzano sono state indirizzate- ha aggiunto - dalle
intuizioni
contenute negli articoli di Mario Francese".
E sulla
cattura di Provenzano, Renato Cortese ha raccontato: "La
prima conferma della presenza del boss all'interno del casolare
nel quale poi lo abbiamo trovato
l'abbiamo avuta vedendo spuntare la mano al di fuori della porta d'ingresso.
Abbiamo però dovuto
attendere la partenza del pacco destinato proprio a Provenzano e la sua consegna,
che partiva dalla casa della moglie del superlatitante. A quel punto siamo
intervenuti e, finalmente, lo abbiamo preso".
"La cattura è stata preceduta da una serie di ipotesi che hanno screditato
tutto il nostro lavoro - ha affermato Virgilio Alberelli -
Si diceva
che
lo
Stato non voleva catturarlo o che lo stesso latitante fosse già da tempo
morto. O che Provenzano fosse stato consegnato dalla mafia o, peggio,
si fosse lasciato catturare. Tutto ciò dava un'immagine estremamente
negativa del nostro Pese anche all'estero. Soltanto convogliando tutte
le forze, quelle investigative, quelle d'informazione ed i
cittadini, siamo riusciti ad arrivare a questo e ad altri grandi risultati
nella lotta alla mafia".
Subito dopo è stata proiettata in sala una riduzione della
docu-fiction "Scacco
al re - la cattura di Provenzano", vincitrice del Premio. Otto
menzioni di merito sono state poi assegnate ai giornalisti, Lirio Abbate, Enrico Bellavia,
Giuseppe Lo Bianco, Ernesto Oliva, Salvo Palazzolo, Sandra Rizza, Angelo Vecchio,
Leone Zingales il cui lavoro è stato riconosciuto significativo all'interno
della cronaca che riguarda Bernardo Provenzano e che è stato abilmente
raccolto in pubblicazioni e libri che ne raccontano la storia.
Un riconoscimento è andato anche ai giovani neolaureati
per le migliori tesi sul giornalismo.
Due dei tre vincitori del premio provengono
dalla Scuola "Mario Francese" di Palermo:
si tratta di Accursio Sabella, allievo del master professionale
in Giornalismo (tesi su "Leonardo
Sciascia, la mafia e la Sicilia", relatore Alessandra Dino), e Gianluca
Caltanissetta, laureato del vecchio ordinamento in Scienze della
comunicazione-indirizzo giornalismo (tesi "Cosimo Cristina, il moschettiere
di Termini Imerese. Storia, passione, utopia di un giornalista morto tre
volte e tre volte dimenticato",
relatore Franco Nuccio). Il terzo vincitore è poi Laura Burgio (tesi "Il
prezzo della verità. Storie di giornalisti infiltrati. Giornalismo,
il dovere di cronaca oltre la notizia", relatore Riccardo Arena). Meritevoli
di segnalazione sono risultati infine Cristina Foti; Mirko Falciglia;
Salvatore Morelli, Rocco Rossitto e Maria Luisa Di Stefano.
Giovedì 26 è stata inoltre inaugurata da Franco Nicastro e da Anna
Maria Iozzia, nella sede dell'Archivio di Stato, la mostra su "Il giornalismo
che non muore, viaggio nel giornalismo d'inchiesta attraverso le storie dei cronisti
uccisi".
(28
aprile 2007)
>>
Il saluto di Napolitano: "Importante
riflettere sul giornalismo d'inchiesta"
>> Il
programma della manifestazione
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