| CASO
ABBATE. "La categoria non spegnerà i riflettori"
Nota congiunta
di Ordine, Fnsi, Inpgi, Casagit e Fondo complementare
"I
giornalisti italiani non spengono
i riflettori. Erano e restano vicini a Lirio Abbate, il cronista
dell Ansa di Palermo, minacciato dalla mafia e costretto a
vivere sotto scorta" . Lo sottolineano, in una nota congiunta,
Ordine, Federazione nazionale della stampa, Inpgi, Casagit e
Fondo complementare.
"La manifestazione di solidarietà dell'8
settembre -
aggiungono - non è stata un episodio; l'impegno della
categoria, per testimoniare la verità dei fatti e riferirne con
onestà e correttezza ai cittadini di questo Paese, non ha e non
può avere pause. Così come l'attenzione e la vicinanza a un
collega che, solo per amore di verità e del suo lavoro, si
trova oggi nella difficile situazione di dovere affrontare chi,
della violenza e della sopraffazione, vuole fare una regola di
vita dell'intera società".
I giornalisti italiani, con tutte le loro rappresentanze
istituzionali democratiche (Ordine, Federazione nazionale della
stampa, Inpgi, Casagit e Fondo complementare) spiegano dunque di
essere "su questo fronte in prima linea per riaffermare il
rispetto della legalità costituzionale, e allo stesso tempo,
per esigere una battaglia ferma e convinta da parte della
società civile e dello Stato contro l'impunità dei criminali e
di ogni potere oscuro. L'appello di noi tutti è perché i
giornalisti rimangano uniti su questa linea di coerenza, di
testimonianza e di fermezza".
(15
settembre 2007)
>> Corteo a Palermo, il cronista dell'Ansa:
"Grazie a tutti"
>> Stretti
attorno a Lirio Abbate
>> Del Boca: "Non bisogna abbassare la guardia"
>> Nuove minacce al cronista, solidarietà anche da Napolitano
>> Il
libro "causa" delle intimidazioni
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