ultimo agg.: 31/10/07
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Prestipino: "Così comunicano i boss"
Il pm della Dda di Palermo ha tenuto un seminario agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione e agli allievi della Scuola di giornalismo "Mario Francese". L'incontro, introdotto dal professore Antonio La Spina, è stato coordinato dal cronista Riccardo Arena, consigliere regionale dell'Ordine. Il magistrato: "I pizzini che Provenzano spediva ai 'fedelissimi' sono un modo 'geniale' di comandare Cosa nostra riducendo l'area di rischio e arginando le dichiarazioni dei pentiti"


"I pizzini continuano a girare. I membri di Cosa nostra se li continuano a scambiare. Ma all'interno dell'organizzazione mafiosa c'è ancora confusione, non c'è un successore di Bernardo Provenzano e non c'è un personaggio che abbia ancora quella rilevanza agli occhi di tutti i boss mafiosi". Lo ha detto il pm della Dda di Palermo, Michele Prestipino (a sinistra nella foto), durante il seminario "Carta canta" che si è svolto alla facoltà di Scienze della formazione dell'Ateneo di Palermo. L’incontro, rivolto agli studenti dei corsi di laurea in Giornalismo per uffici stampa e Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico, e agli allievi del master in Giornalismo della Scuola "Mario Francese", è stato coordinato dal cronista di giudiziaria e consigliere regionale dell'Ordine Riccardo Arena (a destra) e introdotto da Antonio La Spina (al centro), presidente dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione.

"La mafia - ha detto il pm - sta ancora cercando di capire quale deve essere l'obiettivo e la strategia da seguire dopo l'arresto di Provenzano. Le strade possono essere due: o si prosegue nella strategia della 'sommersione', e allora il modo di comunicare non cambierà. Oppure ci può essere quello che Giovanni Falcone chiamava il 'mutamento
genetico', e cioè un patto federativo tra i tanti gruppi presenti nel territorio, e a
quel punto la strategia di dialogo potrebbe cambiare, anche se non possiamo dire come".

Prestipino è partito dal primo esempio di pizzino ritrovato dagli investigatori. "Era il 12 dicembre 1969, la strage di viale Lazio. Nel cestino venne ritrovato un foglio che conteneva l'elenco dell'organigramma dei mafiosi di Palermo. Ecco, quello può essere considerato un prototipo di pizzino".

La comunicazione all'interno di Cosa nostra trova il suo momento di cambiamento negli anni tra il '93 e il '98, quando a Totò Riina subentra Bernardo Provenzano. "Da una comunicazione di tipo verticale, dall'alto verso il basso - ha spiegato il magistrato - si è passati a una forma di tipo misto: una comunicazione di tipo orizzontale, ma comunque blindata. I vari 'ministri' che affiancano il capo dei capi conoscono alla perfezione quello che li riguarda, ma non sanno nulla dei settori di competenza degli altri consiglieri di Provenzano. Posso dire che questa è stata una scelta geniale perchè ha ridotto l'area di rischio, ha arginato gli effetti delle dichiarazioni dei pentiti. Attraverso la scrittura,
Provenzano è riuscito a dare il meglio di sè".

(
31 ottobre 2007)

(foto di Claudio Mussolin)





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