| "I
siciliani chiedono approfondimenti
su malasanità, corruzione e mafia"
Presentata una ricerca realizzata da Demopolis per l'Ordine
All'incontro all'Università anche
un'indagine della Scuola "Mario Francese"
In
Sicilia l’informazione è fruita soprattutto
attraverso il mezzo televisivo, ma si avverte una carenza
di approfondimento sui temi della malasanità, della
corruzione politica e, al terzo posto, della mafia. Sono
questi i dati di una ricerca
realizzata da Demopolis per l'Ordine dei giornalisti di Sicilia,
e presentati dal direttore dell'Istituto Pietro Vento durante
un convegno all'Ateneo di Palermo organizzato nell’ambito
del premio “Mario
Francese”. All’incontro, promosso
dall’Ordine e dal master in "Giornalismo professionale" della
facoltà di Scienze della formazione, hanno preso parte
Andrea Purgatori, giornalista-scrittore noto per le sue inchieste
(su tutte quella sulla strage di Ustica), Franco Nicastro,
presidente regionale dell’Ordine, Roberto Pirrone,
coordinatore del Master universitario, Natale Conti, direttore
del laboratorio della Scuola di giornalismo "Mario Francese",
ed Egle Palazzolo, che ha moderato gli interventi.
Al convegno è stata illustrata anche un’indagine
sulla percezione dell’informazione in tema di mafia, condotta dagli allievi
del master in “Giornalismo professionale” della Scuola “Mario
Francese”. Secondo lo studio, i siciliani sono scarsamente informati sul
fenomeno mafioso, nonostante il numero sempre crescente di media a disposizione.
“I
dati - ha osservato il presidente regionale dell’Ordine, Franco
Nicastro - evidenziano la richiesta di un approfondimento
sulle vicende legate a Cosa nostra. Di mafia si parla solo
nelle ricorrenze, e la riflessione è affidata solo
ai commenti”. Infine, ha concluso Nicastro, il mercato dell’informazione
in Sicilia è “bloccato da interessi editoriali, mentre
il luogo dell’approfondimento è sempre più rappresentato
dai libri”.
Secondo Andrea Purgatori, “bisogna tornare a fare giornalismo
per staccarsi dai poteri forti. La strategia del commento è devastante,
i giornalisti non cercano più le notizie: il sistema è diventato
industriale”. Anche perché, ha aggiunto Purgatori, "i quotidiani
più che essere mezzo di profitto, per gli editori sono aggregazioni di
potere". E infine, sulla professione: "Non è inchiesta
pubblicare intercettazioni o verbali o, peggio, travestirsi e andare
con le telecamere nascoste. È una degenerazione. Voglio che chi mi risponde
alle domande sappia che sono giornalista e si assuma le sue responsabilità”.
(21 dicembre 2007)
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