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La nuova casa
dei giornalisti siciliani
Assegnata all'Ordine di Sicilia
una villa confiscata alla mafia

di Nuccio Anselmo*


I giornalisti siciliani hanno una nuova casa. E’ in via Bernini, a Palermo. Era un fortino della mafia, quella mafia che segna i confini della nostra meravigliosa isola col suo filo spinato, sporco di sangue, ma che in molti punti s’e già spezzato, grazie anche al coraggio di tanti colleghi. Alcuni di loro sono rimasti sulla strada, il taccuino ancora in tasca e gli occhi limpidi, uccisi per mano mafiosa. S’erano illusi, con le pallottole. Pensavano di metterli a tacere. Le loro parole invece “camminano sulle nostre gambe”.

Adesso quel fortino diverrà una casa della società civile. Mi pare che sia un bel segnale per la Sicilia, per il Paese e per la nostra categoria. Si corona un lavoro durato due anni, e bisogna dire grazie, non per pura formalità ma concretamente, a chi ha consentito col suo apporto fondamentale e indispensabile questo grande risultato. I prefetti di Palermo Giosuè Marino e Giancarlo Trevisone e i funzionari della Prefettura che giorno dopo giorno hanno lavorato a questo progetto, il Commissario straordinario per i Beni confiscati Antonio Maruccia, il responsabile per l'Agenzia del Demanio per i Beni confiscati Giuseppe Pisciotta. Grazie. A nome dei giornalisti siciliani che indegnamente rappresento.

E’ stato un sogno nel cassetto sostenuto con convinzione quando ci insediammo. Si è realizzato. Adesso dobbiamo lavorare tutti per rendere questa casa accogliente e funzionale, ci sono da gestire le “carte” di una categoria che conta in Sicilia 3873 colleghi pubblicisti, 975 professionisti, 329 iscritti all’elenco speciale, 90 praticanti. Siamo in tanti. Molti lavorano in condizioni precarie, con pochi euro e tanta volontà, c’è chi ha ancora voglia di consumare le scarpe e raccontare, non mancano i problemi, anche seri, e il precariato diffuso rende difficile tutto. Ma andiamo avanti. Posso lanciare un’idea? Se ognuno di noi donerà un suo libro o un libro “compagno di vita” potremo anche farne una casa piena di pagine.

(15 maggio 2009)

(*) Segretario dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia (nella foto in alto)


 
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