| Trentun
anni fa la mafia uccideva
Mario Francese
Il
ricordo del cronista
assassinato per le sue inchieste sui clan
All'incontro organizzato dall'Unci i familiari,
le autorità e i vertici della categoria
Trentun
anni fa la mafia fermava a suon di pallottole la
vita di un cronista raro, che aveva osato mettere il naso
negli affari miliardari delle cosche emergenti. La sentenza
di condanna dei boss responsabili dell'omicidio,
emessa dalla corte d’assise
di Palermo nel gennaio 2002, non potrebbe essere più chiara: "Il
movente del delitto va ricercato nella
sua attività professionale,
nello straordinario impegno civile con
cui egli ha compiuto un’approfondita
ricostruzione delle più complesse e
rilevanti vicende di mafia verificatesi
negli anni '70”. Ecco perché Mario Francese è e resterà
sempre un pilastro della professione, un esempio da tenere
a mente ogni svolta che si prendono in mano penna e taccuino.
Un maestro da non dimenticare mai.
Anche
quest'anno il gruppo siciliano dell'Unci (Unione nazionale
cronisti italiani) ha ricordato il sacrificio
del cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, assassinato
la sera
del 26
gennaio
1979
a Palermo,
in viale
Campania, mentre
tornava a casa. La cerimonia si è svolta davanti
alla lapide che ricorda l'assassinio, collocata dall'Unci
sul
luogo dell'agguato. All'incontro sono intervenuti
la vedova e i figli di Francese, Giulio, Fabio e Massimo.
Giulio
Francese ha ricordato il sacrificio del
padre e anche quello del fratello Giuseppe, morto qualche
anno fa dopo avere speso ''mille energie - ha detto
- nella ricostruzione
processuale della vicenda. Mio fratello non ha retto
al dolore della morte di papà'''.
Hanno inoltre partecipato
alla cerimonia il vicesindaco di Palermo, Francesco
Scoma - che ha deposto una corona di fiori
davanti al cippo commemorativo - il prefetto Giancarlo
Trevisone, il questore Alessandro Marangoni, il comandante
regionale
della
Guardia di finanza Domenico Achille, il vicecomandante
regionale dell'Arma dei carabinieri Domenico
Tucci, il comandante provinciale delle Fiamme gialle
Carlo Ricozzi, i vertici della Dia della Sicilia occidentale,
il procuratore aggiunto Ignazio De Francisci, il comandante
della
polizia municipale di Palermo Serafino Di Peri,
il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia,
Franco Nicastro,
e i componenti del Consiglio direttivo dell'Unci Sicilia.
"Non
ci stancheremo mai di ricordare quei cronisti come Mario
Francese, che nell'Isola - ha detto il presidente dell'Unci
Sicilia, Leone Zingales - sono stati uccisi soltanto perché
facevano il proprio mestiere con coraggio, raccontando
i fatti con
professionalità, rigore e trasparenza. Il
loro ricordo e il loro impegno devono rappresentare un
vero e proprio testamento etico-morale per le giovani generazioni
e per tutti quei cittadini che ogni giorno contrastano
la mafia e l'illegalità con lo stesso impegno e coraggio
di Francese e degli altri cronisti uccisi dalla mafia,
dalle altre forme di criminalità organizzata e dal terrorismo".
(26 gennaio 2010)
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