Riforma
dell'Ordine,
approvate le linee guida
Accesso all'albo con
laurea
e diciotto mesi di tirocinio
Chi supera l'esame di Stato
sceglie in quale elenco iscriversi
Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, riunito
a Roma il 18,19 e 20 gennaio, ha approvato senza alcun voto
contrario le linee
guida per una riforma dell'ordinamento giornalistico,
alla luce delle novitą introdotte dalle legge 148 del 2011
e successive modificazioni. Alla riunione, allargata agli
Ordini regionali, hanno partecipato il presidente dell'Ordine
dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, e il tesoriere
Salvatore Li Castri.
Le linee guida, presentate nel corso dell'incontro, sono il
punto di arrivo di un percorso decennale
di autoriforma. "Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei
giornalisti - in una nota - evidenzia la peculiarità
della professione giornalistica da intendersi come strumento
di democrazia fondato sull'articolo 21 della Costituzione
e finalizzato a garantire il diritto dei cittadini ad un'informazione
corretta e completa, indispensabile per compiere scelte libere
e consapevoli. Il Cnog ringrazia tutti coloro che hanno contribuito
a raggiungere questo risultato e, in particolare, la Fnsi
per l'apporto fornito nel mezzo dei lavori e che ha offerto
al Governo l'immagine di una categoria coesa a tutela delle
libertą d'informazione". Ecco i punti salienti.
Accesso alla professione e tirocinio. L'accesso
alla professione giornalistica é libero. Fermi restando
l'unicità dell'Albo, la permanenza dei due elenchi
e i diritti acquisiti dagli iscritti all'entrata in vigore
della riforma, l'accesso alla professione di giornalista dovrà
avvenire attraverso l'esame di Stato. Per sostenere l'esame
di Stato gli aspiranti giornalisti dovranno possedere una
laurea e aver svolto un tirocinio di 18 mesi. Le forme di
tirocinio saranno individuate in un regolamento. Dall'entrata
in vigore della riforma, chi avrà superato l'esame
di Stato sceglierà se iscriversi nell'elenco Professionisti
o in quello Pubblicisti.
Formazione permanente. La formazione permanente
é compito essenziale dell'Ordine. Il principio, da
introdursi nella riforma, persegue l'obiettivo di stabilire
un obbligo di aggiornamento, contravvenendo al quale si determina
un illecito disciplinare. La formazione permanente dovrà
essere coordinata dal Consiglio nazionale mediante
apposito regolamento, sarà obbligatoria - stante l'unicità
dell'Albo - per tutti gli iscritti, e avverrà mediante
l'attribuzione di crediti.
Assicurazione. L'assicurazione obbligatoria,
per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività
professionale, non é conforme alla specificità
della professione giornalistica.
Consigli di disciplina. L'attività
disciplinare, essenziale per il rispetto della
deontologia e del diritto dei cittadini a una informazione
corretta e completa, garantisce la terzietà attraverso
la separazione dei consigli dell'Ordine dai consigli disciplinari
e
si esercita attraverso: il Consiglio di disciplina regionale;
il Consiglio di disciplina nazionale, che svolge funzioni
di seconda istanza, é composto da quattordici membri
eletti dal Consiglio nazionale dell'Ordine tra gli iscritti
all'Albo. La distinzione tra funzioni di amministrazione e
di disciplina esige una congrua riduzione del numero dei componenti
del Consiglio nazionale.
Norme transitorie per l'accesso all'esame di Stato.
L'iter transitorio di accesso all'esame di Stato dovrà
esaurirsi nell'arco massimo di un quinquennio e sarà
regolato da precise norme, fermo restando che i pubblicisti
non intenzionati ad avvalersi di tale normativa, restano iscritti
all'elenco di appartenenza.
(21 gennaio 2012)
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Scarica le Linee guida per la riforma dell'Ordine
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Iacopino a fine 2011: 'I pubblicisti restano. Ecco le norme
Berlusconi-Monti'
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