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Memoria
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Ricordando
Mario
Convegno il 31 marzo
Alla cerimonia in viale
Campania
annunciata la presentazione
del libro 'Il quarto comandamento'
che fa luce sull'omicidio Francese: l'incontro si svolgerà
nella nuova sede dell'Ordine
il giorno all'assemblea annuale
Doppio appuntamento per i giornalisti siciliani. Il 31 marzo,
giorno in cui si terrà l’assemblea annuale
(che quest’anno, per la prima volta, sarà nella
nuova sede di via Bernini), è prevista anche la
presentazione del libro di Francesca Barra “Il
quarto comandamento”, sempre nella sede dell’Ordine.
E' quanto ha annunciato il presidente, Riccardo Arena,
alla cerimonia in ricordo di Mario Francese che si è
svolta questa mattina sul luogo dell'agguato. "Altre iniziative
- ha spiegato il presidente dell'Ordine di Sicilia - saranno
svolte nel corso dell’anno, in collaborazione con l’Unci
e con l’Assostampa, per ricordare Mario e gli
altri sette giornalisti uccisi da Cosa nostra, testimoni
autentici morti per la democrazia nel nostro Paese: Cosimo Cristina,
Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Giuseppe Impastato, Giuseppe
Fava, Mauro Rostagno e Giuseppe Alfano". A loro potrebbe
aggiungersi anche Giuseppe Francese, cronista alla memoria,
autore dell’indagine che portò all’apertura
del processo contro gli assassini di suo padre. Giuseppe rimase
vittima del peso che si era portato appresso sin da quando,
a soli dodici anni, fu investito dal macigno dell’omicidio
del padre.
La sera del 26 gennaio 1979, in viale Campania,
a Palermo, la mafia uccideva Mario Francese. Sposato e padre
di quattro figli, aveva appena parcheggiato la sua auto nei
pressi dell'abitazione quando i sicari di Cosa nostra gli esplosero
contro diversi colpi d'arma da fuoco. Francese e' stato il primo
giornalista ad occuparsi dei 'corleonesi' di Salvatore Riina,
con inchieste dettagliate e servizi puntuali, a proposito dei
nuovi affari dei clan mafiosi nella provincia di Palermo. Il
libro “Il quarto comandamento - La vera storia
di Mario Francese e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia”,
di Francesca
Barra, premiata nell'edizione 2010 del Premio Francese,
fa luce sull'omicidio del cronista del Giornale di Sicilia e
racconta gli anni bui in cui l'assassinio del giornalista viene
dimenticato. L'inchiesta giudiziaria, archiviata, verra' infatti
riaperta solo su richiesta della famiglia, molti anni dopo,
e la sentenza arrivera' nel 2001, con sette condanne, tra cui
quella a 30 anni per il boss Toto' Riina e altri componenti
della cupola, come Leoluca Bagarella e Michele Greco, oltre
all'ergastolo per Bernardo Provenzano. Nelle motivazioni
della sentenza i giudici scriveranno che, con l'uccisione
di Francese, e' stata eliminata ''una delle menti piu' lucide
del giornalismo siciliano, un professionista estraneo a qualsiasi
condizionamento, privo di ogni compiacenza verso i gruppi di
potere collusi con la mafia e capace di fornire all'opinione
pubblica importanti strumenti di analisi dei mutamenti in atto
all'interno di Cosa nostra, in grado di anticipare gli inquirenti
nell'individuare nuove piste investigative. Con la sua morte
si apre la stagione dei delitti eccellenti''.
Il cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia é
stato ricordato dal Gruppo siciliano dell'Unci-Unione
nazionale cronisti italiani con una cerimonia che si è
svolta stamani sul luogo dell'agguato, dove una lapide ne ricorda
la memoria. L'Amministrazione comunale è intervenuta
con gonfalone e vigili urbani in alta uniforme. Hanno
preso parte all'incontro, tra gli altri, la vedova
Maria Sagona e i figli del cronista Fabio, Massimo e Giulio,
il prefetto Umberto Postiglione, il vice-sindaco di Palermo,
Pippo Enea, il presidente della sezione distrettuale dell'associazione
nazionale dei magistrati, Antonino Di Matteo, il procuratore
aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, il questore Nicola Zito,
i vertici regionali e provinciali di Arma dei carabinieri e
Guardia di finanza, generali Riccardo Amato, Teo Luzi e Stefano
Screpanti, il comandante della polizia municipale, generale
Serafino Di Peri, il dirigente della Dia di Palermo, colonnello
Giuseppe D'Agata, il presidente dell'Ordine dei giornalisti
di Sicilia, Riccardo Arena, e il segretario regionale vicario
dell'Assostampa, Massimo Bellomo. "Mario Francese - ha
detto Leone Zingales, presidente regionale dell'Unione cronisti
- ha rappresentato una pietra miliare per tutti i cronisti
siciliani. Sicuramente è stato uno dei cronisti
più coraggiosi del '900 e come tale è giusto conservarne
la memoria e celebrarne l'impegno, rivolgendoci soprattutto
alle giovani generazioni".
(26 gennaio 2012)
>>
Una vita per la cronaca
(scarica il "quaderno di 'S'"
realizzato nel trentennale dell'omicidio in collaborazione con
la famiglia Francese, la Fondazione che porta il nome del cronista
e l’Ordine dei giornalisti di Sicilia)
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