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Comunicato stampa
"Essere giornalisti
è una scommessa
che ancora oggi
possiamo vincere"
Così il presidente Arena
ha chiuso l'assemblea annuale
Approvati i bilanci 2011 e 2012
Consegnate medaglie e targhe
Prima l'incontro "Cronisti in terra di mafia". Sono intervenuti, tra gli altri,
il pm Antonio Ingroia e Giovanni Tizian, il giornalista precario minacciato
per i suoi articoli sulle infiltrazioni dell'ndrangheta in Emilia Romagna


“Il nostro lavoro è una scommessa, è una sfida che possiamo ancora oggi vincere. Lo dobbiamo a coloro che sono morti per non avere piegato la schiena di fronte a nemici mortali come la mafia e le altre forme di criminalità organizzata, lo dobbiamo a chi, come Giovanni Rizzuto, non si è arreso nemmeno di fronte a un nemico come la morte, riuscendo a restare aggrappato alla vita e continuando a vivere fino all’ultimo come sempre era vissuto. Noi sappiamo fare solo i giornalisti e, per quanto questo Ordine potrà fare, consentirà a tutti non solo di morire, ma soprattutto di vivere come giornalisti”.

Con queste parole il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, ha concluso l’assemblea annuale della categoria, tenuta oggi a Palermo, nella nuova sede di via Bernini. Approvati i bilanci consuntivo del 2011 e preventivo del 2012, consegnate anche le medaglie per coloro che hanno superato i 35 e i 50 anni di iscrizione all’Ordine e alcune targhe speciali.

Una mattinata intensa, dalle 9 alle 13.30, ha visto la presenza costante di un centinaio di persone nella villa con piscina confiscata alla mafia, divenuta “la nuova casa dei giornalisti siciliani” (questo il tema dell’assemblea).

Nella prima mattinata si era tenuto infatti il seminario formativo per aspiranti pubblicisti su “Essere cronisti in terra di mafia”, moderato dal segretario dell’Ordine, Concetto Mannisi, e durante il quale è stato presentato il libro “Il quarto comandamento”, che racconta la storia di Mario Francese, cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia nel 1979.

L’autrice, Francesca Barra, ha evidenziato i profili umani della vicenda riguardante Francese e il figlio Giuseppe, morto suicida qualche anno fa, dopo avere ottenuto giustizia contro gli assassini del padre.

Felice Cavallaro ha ricordato, oltre a Francese, collega con cui lavorò, anche Mauro De Mauro, altro cronista ucciso, che diresse il giornalino del liceo Cannizzaro, aiutando gli studenti del 1968.

Giulio Francese ha ripercorso il difficile cammino verso la verità, il procuratore aggiunto Antonio Ingroia il fondamentale ruolo dei media nella lotta alla mafia. Giovanni Tizian, cronista precario di origine calabrese, minacciato in Emilia Romagna, per i suoi articoli di denuncia sulle infiltrazioni in quella regione, ha ricordato che basterebbe che più di un giornalista scrivesse le verità scomode, perché si evitasse la personalizzazione delle attenzioni da parte delle organizzazioni criminali.

L’assemblea, presieduta dal consigliere nazionale dell’Ordine Franco Nicastro, dopo l’approvazione dei bilanci, ha visto la relazione del presidente Arena, che ha annunciato l’obiettivo dell’Ordine: aprire la villa, come spazio di confronto con la società, e consentire la fruizione delle strutture ai giornalisti.

Durante la premiazione è stato commemorato il caporedattore centrale del Giornale di Sicilia Giovanni Rizzuto, scomparso prematuramente giovedì scorso: lo ha fatto Giovanni Pepi, condirettore responsabile del quotidiano, che era tra i premiati per 35 anni di attività e che ha ricordato che la medaglia doveva essere ritirata il giorno dell'assemblea sia da lui che da Rizzuto. La medaglia era stata consegnata alla figlia mercoledì, mentre il giornalista era sul letto di morte.

Sono state poi consegnate targhe al giornalista messinese Carmelo Garofalo, che ha tagliato il traguardo dei “primi settant’anni” di attività giornalistica, ad Aurelio Bruno e Giuseppe Quatriglio, che quest’anno compiranno 90 anni, a Piero Corigliano, Giuseppe Mondello e Attilio Megna.

I giornalisti a cui sono state assegnate le medaglie d’oro, per 50 anni di attività, sono i professionisti Bianca Cordaro, Carlo Alberto D’Elia, Giuseppe Di Silvestro, Giuseppe Messina e i pubblicisti Antonino Buda, Giovanni Cannone, Corrado Catania, Salvatore Cimino, Salvatore Costanza, Ferdinando Fiorentino, Luigi Scivoli, Adriano Orazio Sudano e Angelo Torrisi.

Tredici i professionisti premiati con la medaglia d’argento, per 35 anni di attività: Daniele Billitteri, Mario Cavaleri, Giovanni Giordano, Giuseppe Guastella, Tano Gullo, Alberto Manzo, Francesco Marotta, Attilio Megna, Enzo Mignosi, Claudia Mirto, Giovanni Pepi, Ambra Pirri Ardizzone e Gaetano Tarantino. I pubblicisti sono invece Franco Antonuccio, Irene Antonuccio, Maria Marcella Barillà, Vittorio Bracchitta, Mario Bucello, Rocco Cerro, Francesco Cilona, Gaetano Favazza, Michele Galvagno, Ignazio Gennaro, Antonino Gerbino, Francesco Infurna, Salvatore Ingianni, Vincenzo Lo Iacono, Francesco Miranda, Andrea Mollica, Antonio Morello, Saretta Muscarà Zappulla, Sebastiano Musumeci, Anna Valeria Nardone, Giuseppe Occhipinti, Giovanni Piro, Lorenzo Salamone, Silvio Santangelo, Giuseppe Scaccianoce, Antonio Seu.

(31 marzo 2012)

(nella foto Fucarini, da sinistra: Giovanni Tizian, Riccardo Arena, Francesca Barra, Antonio Ingroia, Giulio Francese)

>> Scarica la relazione del presidente Arena (pdf)





 
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