Formazione. Lavorare con le fonti: metodologie e procedure


Formazione. Lavorare con le fonti: metodologie e procedure
Didascalia: Formazione. Lavorare con le fonti: metodologie e procedure

Mettere a confronto metodologie e procedure proprie di professionalità che lavorano con le fonti, dall’attività giornalistica alla ricostruzione storica e all’attività investigativa. Questo l’obiettivo dell’incontro "Lavorare con le fonti: metodolorie e procedure" che si è tenuto il 15 aprile nella facoltà di Ingegneria, a Palermo, nell’ambito della formazione professionale, organizzato dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia e dall’Ateneo palermitano. Al seminario sono intervenuti la professoressa Rossella Cancila, che ha organizzato e coordinato l’incontro, il preside della scuola della Scuola Politecnica Maurizio Carta, il presidente della Scuola della Scienze Umane e del Patrimonio Culturale Girolamo Cusimano, il coordinatore del progetto BookAlive Antonio Gentile, il presidente del Cdl LM Studi Storici, Antropologici e Geografici Antonino Giuffrida. I relatori, durante l’incontro della durata di 4 ore, hanno sottolineato la valenza culturale della tavola rotonda che ha saputo coinvolgere competenze e professionalità di natura diversa, proponendosi come occasione di connessione tra discipline umanistiche e scientifiche in senso stretto. Il tema delle fonti rappresenta infatti una piattaforma di comune confronto, come testimonia l’interesse per l’evento del progetto Book Alive sulla digitalizzazione e la fruizione del libro storico, ideato e condotto da InformAmuse che risulta tra i promotori. 

Cancila ad apertura dei lavori, ringraziando l’ordine dei Giornalisti di Sicilia per l’adesione all’iniziativa, ha evidenziato come “obiettivo di tutti i soggetti che utilizzano le fonti sia quello di ricostruire frammenti di realtà al fine di avvicinarsi il più possibile alla verità. La tensione all’oggettività – ha proseguito Cancila - deve però fare i conti con la complessità del reale e con il ventaglio di opzioni messe in campo. La selezione delle fonti, la loro verifica e la molteplicità di usi possibili non sono processi “neutri”  - ha concluso - e implicano scelte soggettive, ma rappresentano d’altra parte fasi imprescindibili della ricostruzione in cui metodologia e interpretazione giocano un ruolo fondamentale”. Dario Miceli, giornalista Rai Sicilia, ha incentrato il suo intervento sulle fonti giornalistiche e la loro classificazione, soffermandosi con esempi concreti sui processi di validazione delle fonti e sul ruolo nel lavoro giornalistico delle fonti istituzionali mentre il maggiore Claudio Ciampini, comandante della Sezione di Balistica del RIS di Messina, ha presentato col supporto di slides l’attività condotta dai RIS, con particolare riferimento allo sviluppo di nuove tecnologie per il reperimento delle fonti di prova scientifica e alle tematiche sulle indagini afferenti i segnali audio e video.

 

Dario Scaletta, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, ha affrontato il tema della verità giudiziaria, esplicitando le fasi della costruzione del sapere giudiziale, e si è soffermato sui mezzi di ricerca della prova e sul rapporto tra le indagini preliminari e la fase processuale. Infine Francesco Benigno, ordinario di Storia Moderna nell’Università di Teramo, ha impostato il suo intervento su verità storica e verità giudiziaria, evidenziando attraverso il richiamo anche a eventi del nostro recente passato come sul piano metodologico esse vadano distinte e non appiattite l’una sull’altra, e richiamando l’attenzione sul tema dell’uso pubblico (o politico) della storia. A conclusione dell’incontro si è svolto un dibattito moderato da Dario Miceli con domande e interventi da parte del pubblico presente in sala.