Stalking e giornalismo: cos'è e le regole per una corretta informazione


Stalking e giornalismo: cos'è e le regole per una corretta informazione
Didascalia: Stalking e giornalismo: cos'è e le regole per una corretta informazione

l 10 dicembre, nella giornata mondiale dei diritti umani, si è parlato di stalking e informazione tra psicopatologia e condotta persecutoria, in un convegno formativo organizzato dall'Ordine dei Giornalisti di Sicilia e patrocinato dall’Ordine degli psicologi siciliani. L'incontro si è svolto a Palermo nel Complesso monumentale di S. Mattia ai Crociferi, di via Torremuzza nel quartiere Kalsa, messo a disposizione dal sindaco Leoluca Orlando. I lavori sono stati aperti da Teresa Di Fresco, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti, che ha portato i saluti istituzionali di rito e ha letto il messaggio del sindaco il quale si scusava per non aver potuto essere presente; ha moderato l'incontro la dottoressa Ina Modica, nel duplice ruolo di giornalista e Presidente dell’Associazione Donnattiva che, insieme all'Associazione Studiodonne ha fortemente voluto portare il proprio contributo all'incontro.

 

Tra i relatori, la psicoterapeuta Iva Marino esperto in scienze forensi e psicologiche con particolare attenzione alle Scienze Criminali e delle persecuzioni, docente per i Corsi di formazione all’Ordine dei giornalisti, esperta di vittimologia e di consulenza criminologica, ha puntato l’attenzione sul percorso delle dinamiche che portano al comportamento deviante degli stalker. Il punto di origine delle dinamiche di maltrattamento va collocato nel tipico profilo del perpetratore e nella dicotomia fra narcisismo e perversione. Un intervento interessante che pone l’attenzione sulla differenza fra “narcisismo sano” di cui possiamo essere affetti tutti, ovvero l’autostima, il senso di autoconservazione o la preoccupazione per la propria salute, e il “narcisismo patologico” in cui invece il soggetto si relaziona con gli altri individui trattandoli come oggetti da usare, con una forte incapacità di amare, e mostrando spesso un forte sentimento di indifferenza.

 

Lo stalking è quasi sempre attuato dagli ex partner che non riescono ad accettare l'abbandono, per cui attuano una vera e propria persecuzione nel tentativo di ristabilire il rapporto, lasciando profondi solchi in termini fisici, psicologici, emotivi e cognitivi che inficiano e provocano un deterioramento della qualità della vita della vittima che è quasi sempre un soggetto fragile. Bisogna anche considerare, come sottolinea la Marino, l'eziopatologia dello stalking ovvero gli stili di attaccamento, la disregolazione affettiva, la mentalizzazione, l’ansia di separazione, la vergogna e infine lo stalking come dipendenza relazionale. Soffrire di una dipendenza significa essere assoggettati a qualcosa di esterno che arriva a prendere il controllo della nostra vita.

 

E' importante sottolineare come le vicende di stalking vengono raccontate dai giornalisti, i quali spesso, usando termini impropri, proiettano nelle storie un valore che spesso non hanno. Un esempo per tutti: associare la parola “amore” con “sangue”. A tal proposito la vicepresidente ricorda “Tutt’altro genere di informazione” il manuale per una corretta rappresentazione delle donne nell’informazione, lavoro curato da alcune giornaliste e appoggiato dal consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, il quale “propone di cambiare, di uscire dagli schemi cui siamo abituati, prendendo in considerazione che esistono altri modi per rappresentare "l'altra metà del cielo". Modi più rispettosi delle donne e anche della corretta informazione”.

 

Con il titolo “La coppia che non scoppia” lo psicologo Massimiliano Bracco, consigliere dell'ordine degli psicologi di Sicilia, ha dato il via al suo intervento, indicandolo come vademencum per capire le dinamiche all’interno della coppia in un rapporto di condivisione e non di sopraffazione in cui la propria individualità possa esprimersi liberamente sempre nel rispetto dell’altro. Quindi capire cosa occorra per stabilire dei buoni legami di coppia; regole che servono a tutti per relazionarsi col proprio partner, e che spesso se non sono seguite possono condurre ai casi di persecuzione da parte di un ex, soprattutto da parte di quegli individui che reprimendo le proprie emozioni con conseguenti problemi psicologici avranno una comprensione di sé e degli altri più complicata. L' avvocato Gabriella Tutone del Foro di Palermo ha parlato degli aspetti legali di una vicenda in cui si presenta un caso di stalker e quindi tutti quei passaggi per non lasciare sola la vittima. Facendo tutti i riferimenti alle leggi che tutelano le vittime di stalking, di violenza sessuale, di violenza sui minori e sugli atti persecutori.

 

Nel nostro ordinamento mancava una tipologia di reato che fosse idonea a contrastare condotte che, pur fastidiose e continuate, non rientravano tra quelle già previste dal codice penale. Dunque il legislatore introducendo la fattispecie del reato di stalking, ha trasferito nell’ambito del diritto penale, un concetto nato e studiato in altri ambiti scientifici, quali la sociologia, e la psichiatria forense in particolare, i quali insegnano che il termine stalking (detto anche sindrome del molestatore assillante) richiama un insieme di comportamenti fastidiosi, intimidatori, persecutori nei confronti della vittima, tali da ingenerare nella stessa uno stato di ansia e preoccupazione.

 

Naturalmente tutto questo non garantisce sempre tutela alle vittime come evidenzia l’intervento dell’avvocato Maria Luisa Missiaggia del Foro romano e presidente dell'Associazione Studiodonne, e replica sulle falle costituite dalla legge anti stalking fra le quali l’uso delle misure riguardanti l'applicazione, su disposizione del Magistrato, dei cd braccialetti elettronici, strumento elettronico, previsto e disciplinato nel nostro ordinamento sin dal 2003, che vive infatti di un'esistenza costellata di polemiche che hanno investito, soprattutto, i costi di gestione. Il suo intervento volto a trasmettere un messaggio spesso sottovalutato cioè quello di creare un centro di ascolto per gli uomini maltrattanti. Alla mia domanda se lei partisse sconfortata nel suo intervento, mi risponde che lo sconforto nasce proprio dalla mancanza di una prospettiva diversa; che l’unico centro in Italia che si occupa di questo è “Il fiocco bianco” a Firenze e che sarebbe necessario affrontare il problema dello stalking da due diverse prospettive, vittima e stalker. Dunque è fondamentale dare un messaggio culturale in cui la tipologia dello stalker venga raccontata tale da potersi eventualmente riconoscere e chiedere aiuto.

 

Preziosa la presenza della moderatrice dell' incontro, la giornalista Ina Modica, che con i suoi interventi ha sottolineato i momenti più salienti delle relazioni di ciascun ospite.

Barbara Filippone