"Su De Luca il Piemonte ha fatto il dovuto", l'Ordine di Sicilia: "Aspettiamo risposte"


Didascalia: "Su De Luca il Piemonte ha fatto il dovuto", l'Ordine di Sicilia: "Aspettiamo risposte"

Ignazio De Luca, giornalista pubblicista, recentemente condannato dal Tribunale di Catania a sei anni e tre mesi, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, per fatti non attinenti all’esercizio della professione, è iscritto all’albo dei giornalisti del Piemonte. Su di lui l'Ordine dei giornalisti di Sicilia non può dunque esercitare alcun potere; da tre anni siamo però in costante quanto purtroppo infruttuoso contatto con i colleghi piemontesi, perché De Luca, pur avendo trasferito formalmente la propria residenza in quella regione, vive e lavora nell’Isola”. Lo comunica l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, con riferimento alle notizie imprecise fatte circolare sulla vicenda De Luca.

“Il Consiglio ha informato tempestivamente l’Ordine del Piemonte anche della recentissima condanna del pubblicista e soprattutto della sanzione, emessa a suo carico, dell’interdizione perpetua, che giustifica, ad avviso dell’Ordine siciliano, l'immediata cancellazione di diritto di De Luca, così come previsto dalla legge 3 febbraio 1963 n.69. La nota è stata inviata per conoscenza anche al presidente del Consiglio nazionale, Nicola Marini”.

 

“L’Ordine di Sicilia ha sempre agito con la massima celerità e attenzione, ma di fatto non ha alcun potere reale e diretto nei confronti del direttore del quotidiano online ‘Laspiapress’. Il Piemonte è stato informato anche dell'attacco rivolto al Gip di Catania Francesca Cercone e della nota a sostegno del magistrato, emessa dall'Anm distrettuale, che sollecita le istituzioni professionali ad adottare provvedimenti contro lo stesso De Luca. Non è però l’Ordine siciliano a potere e dovere agire”.

 

“Riguardo ai colleghi autori di note di sollecito nei nostri confronti, con la massima serenità e disponibilità al dialogo, li invitiamo a informarsi e documentarsi meglio sulle competenze del Consiglio e sui suoi poteri effettivi”. 

 

LE PRECISAZIONI DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEL PIEMONTE

Torino, 20 luglio 2017

Caro Riccardo,

                           fin dalla tua prima segnalazione ho seguito personalmente il caso De Luca e l'ho immediatamente comunicato al mio Consiglio, avviando indagini sulla veridicità della residenza piemontese che ci era stata fornita. In data 14 dicembre 2015 il Consiglio di disciplina territoriale ha aperto un procedimento disciplinare al collega De Luca per le offese rivolte all'Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Convocato dal Consiglio stesso, sentito il 17 febbraio 2016, in data 15 marzo 2016 viene deliberata la sanzione dell'avvertimento scritto, comunicata ovviamente subito anche all'Ordine nazionale.

Stavamo attendendo il risultato di indagini locali per rispondere alla vostra richiesta di trasferimento quando, il 17 luglio 2017, abbiamo ricevuto dall'Ordine dei Giornalisti Consiglio Regionale di Sicilia la segnalazione della condanna di De Luca con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ieri 19 luglio alle 13,32 ho risposto : " l'Ordine del Piemonte ha sempre avuto chiaro il caso De Luca e lo segue in ogni suo aspetto . Grazie per averci informato della condanna. Ne parlerò al Consiglio all'ormai prossima seduta".

La prossima seduta sarà il 25 luglio e il Consiglio dell'Ordine del Piemonte provvederà alle decisioni che gli competono.

E' perciò sorprendente e molto spiacevole notare che appena sei ore dopo, alle 19,03 di ieri sera, su "Cataniatoday" si è diffusa una comunicazione attribuita all' "Ordine dei Giornalisti di Sicilia" in cui  si precisa che De Luca è iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, "su di lui l'Ordine dei Giornalisti di Sicilia non può dunque esercitarne alcun potere; da tre anni siamo però in costante quanto purtroppo infruttuoso contatto con i colleghi piemontesi, perché De Luca , pur avendo trasferito formalmente la propria residenza in quella regione, vive e lavora nell'isola".

Quell' "è iscritto all'albo dei giornalisti del Piemonte. Su di lui l'Ordine dei giornalisti di Sicilia non può dunque esercitare alcun potere", parole sottolineate nel sommario del servizio, e la frase "da tre anni siamo però in costante quanto purtroppo infruttuoso contatto con i colleghi piemontesi" suggeriscono sospetti di distrazioni quando non addirittura di complicità: infondati, ingiusti, pericolosi, comunque intollerabili per un Ordine che si distingue per quantità e serietà di lavoro, e che ha appena intitolato la sua Sala del Consiglio a Carlo Casalegno, non soltanto per onorare la sua memoria a quarant'anni dall'assassinio, ma anche per ribadire quei principi di legalità, di senso civico e di forza morale dei quali il collega rimane un simbolo.

Mi aspetto perciò, caro Riccardo, sicuro della tua comprensione, un tuo intervento.

Grazie

Il più cordiale saluto

Il presidente

Alberto Sinigaglia

 

 

Torino, 27 luglio 2017

 

Al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia

Nella seduta del 25 luglio 2017, il Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte ha nuovamente preso in esame il caso di Ignazio De Luca, del quale l'Ordine dei Giornalisti della Sicilia aveva chiesto il trasferimento, in quanto svolgendo in Sicilia la sua attività, la "giurisdizione" dovrebbe
essere in capo all'Ordine di Palermo. Poiché lo stesso Ordine ha successivamente comunicato la condanna penale in primo grado dell'iscritto, il Consiglio ha deliberato di riaffidare il caso al Consiglio Territoriale di Disciplina, per gli adempimenti di competenza. Il Consiglio Territoriale di Disciplina del Piemonte il 15 marzo 2016 aveva inflitto al De Luca un avvertimento scritto in seguito all'esposto presentato dal segretario del Consiglio Territoriale di Disciplina dell'Ordine di Sicilia.
Nella seduta del 25 luglio 2017, il Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte ha evidenziato con grande stupore la ricostruzione di tutta la vicenda fatta dall'Ordine di Sicilia in un comunicato pubblicato sul suo sito e diffuso da "Cataniatoday" e ha invitato il presidente di chiedere all'Ordine della Sicilia, anche in nome del reciproco rispetto,  di pubblicare sul suo sito la  lettera inviata al presidente Arena in data 20 luglio, con una più corretta ricostruzione dei fatti.

Cordiali saluti

Il presidente

Alberto Sinigaglia



LA RISPOSTA DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI DI SICILIA

Palermo, 2 agosto 2017

Pubblichiamo le due note dei colleghi del Consiglio dell’Ordine del Piemonte, dovendo purtroppo ribadire, senza polemica e riconfermando la stima personale per i singoli, tutte le perplessità già espresse nel nostro primo comunicato.

La ricostruzione dei fatti da noi operata è corretta: Ignazio De Luca, oggi condannato a 6 anni e 3 mesi con l’ipotesi di truffa, truffa aggravata e peculato, e con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ha ottenuto l’iscrizione all’albo dei giornalisti del Piemonte, deliberata il 24 marzo 2015, sebbene all’epoca fosse già sottoposto al procedimento penale ora concluso, dopo avere subito un periodo di custodia cautelare a causa della stessa vicenda. Le numerose segnalazioni fatte da questo Consiglio ai colleghi su queste circostanze, che in Sicilia avrebbero impedito l’iscrizione o – laddove la cosa fosse sfuggita – avrebbero determinato la successiva cancellazione in autotutela, non hanno prodotto esito alcuno. Apprendiamo ora che De Luca ha subito dal CDT del Piemonte un avvertimento scritto per le offese rivolte al Consiglio della Sicilia: del relativo provvedimento mai ci è stata data formale comunicazione né è stata trasmessa copia, come da noi richiesto dopo aver appreso, in via ufficiosa, della sua esistenza.

Rimaniamo però in attesa di sapere se De Luca sia stato sottoposto a procedimento per avere taciuto di essere sotto processo e/o per le segnalazioni girate al Piemonte dal nostro CDT il 23 giugno 2016, relative a presunte offese lamentate da cinque colleghi di Catania, a seguito della pubblicazione di articoli firmati dallo stesso giornalista pubblicista.

Apprendiamo infine che, a seguito della sentenza di condanna, gli atti riguardanti De Luca sono stati ritrasmessi dal Consiglio dell’Ordine del Piemonte al CDT. Confidiamo in una celere conclusione dell’instaurando procedimento disciplinare, poiché rifuggiamo tanto la giustizia sommaria quanto i provvedimenti che, arrivando a distanza di troppo tempo dai fatti, perdono qualsiasi efficacia, vanificando i principi di legalità che sia il Consiglio del Piemonte che l’Ordine della Sicilia cercano di perseguire, nel nome di Carlo Casalegno come degli otto colleghi uccisi dalla mafia.