Francese all'assemblea: qualità e credibilità, ripartire da qui


Francese all'assemblea: qualità e credibilità, ripartire da qui
Didascalia: Francese all'assemblea: qualità e credibilità, ripartire da qui

Si è svolta sabato 24 marzo, a Siracusa, l'assemblea per l’approvazione del bilancio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. I lavori si sono aperti con la relazione del tesoriere dell'Odg Sicilia, Maria Pia Farinella, e del presidente dei revisori, Daniele Ditta. Dopo il voto sui bilanci, consuntivo 2017 e preventivo 2018, approvati all’unanimità, a prendere la parola è stato il presidente del Consiglio di disciplina territoriale, Giuseppe Vecchio. Ha concluso il presidente del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Giulio Francese. L’occasione per una riflessione collettiva, rimanendo vicini a una categoria spesso bistrattata e al centro di violenti attacchi. Una volontà precisa, a partire dalla scelta della città per questo appuntamento, il capoluogo aretuseo, come ha sottolineato Francese prendendo la parola: “Se ho scelto Siracusa per questa assemblea non è soltanto per motivi affettivi, ma anche per esprimere la vicinanza mia e dell'Ordine ai giornalisti che operano qui, una realtà difficile dove una criminalità continua a minacciare, come ha fatto con il collega Borrometi, e ad aggredire il tessuto sano di questa città con atti violenti e attentati, uno contro il sindaco a cui hanno bruciato l'auto”. E poi, la scoperta degli intrecci perversi del cosiddetto "sistema Siracusa", un groviglio di corruzione, affari, condizionamenti di processi, saltato fuori all'inizio del mese scorso, che ha portato ad arresti eccellenti e, purtroppo, anche di un giornalista: in pochi mesi sono stati tre, i colleghi travolti dalle inchieste.

“Storie molto diverse, sullo sfondo sospetti di corruzione, intrecci mafiosi, processi aggiustati - prosegue -  Per tutti, ovviamente, rimane il principio di presunzione di innocenza, ma è inutile nascondere che questi episodi finiscono col gettare discredito su un'intera categoria. Che non lo merita. E lo dico pensando ai giornalisti uccisi, otto in Sicilia, la cui lezione di coraggio e dedizione al proprio lavoro non va mai dimenticata”. Francese ricorda le parole di Papa Francesco: "I giornalisti, quando hanno professionalità, rimangono una colonna portante, un elemento fondamentale per la vitalità di una società libera e pluralista". Ed è sempre Papa Francesco che ci spiega che vivere con professionalità significa, al di là dei codici deontologici, "comprendere, interiorizzare il senso profondo del proprio lavoro", da cui deriva "la necessità di non sottomettere la propria professione alle logiche degli interessi di parte", economici e politici. Da cinque mesi alla guida dell’Ordine, “la grande casa dei giornalisti”, Francese ha ben chiare l'enormità dei problemi della categoria. Per quattro anni fiduciario Casagit, ora la nuova esperienza “da vivere con la stessa intensità, cercando di dare risposte immediate: questi i principi guida che hanno ispirato la scelta di candidarmi. Una grande responsabilità di cui avverto immediatamente il peso”. E ancora, ricordando le parole del nuovo presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna, che da subito ha parlato della necessità di una riforma che non può essere più rinviata, di una legge istitutiva dell'Ordine che mostra tutti i suoi 55 anni, non più adeguata a un mondo dell'informazione rivoluzionato dalle nuove tecnologie, sottolinea “è l'inizio di una nuova stagione che ci auguriamo di svolta”. 

Sono tante le sfide che attendono la categoria, come la mancata applicazione della legge sugli uffici stampa negli enti locali, la 150 del 2000, o il crollo delle vendite dei quotidiani nell’Isola. Eppure, nel buio della crisi, “abbiamo visto accendersi una luce dopo l'acquisizione del Giornale di Sicilia da parte della Ses-Gazzetta del Sud, con la nascita del polo editoriale del Sud”, tenuto a battesimo dal presidente del Consiglio nel corso di un convegno. In quella occasione si è parlato, con una certa enfasi, di coraggio, di "ritorno degli editori", ma le parole chiave pronunciate dal direttore editoriale e amministratore delegato della Ses, Lino Morgante, sono state qualità e credibilità. “Deve essere questo, si è detto, l'algoritmo dei giornali, che hanno bisogno sì di ripensamenti grafici, ma anche di nuovi contenuti”. Una sfida, avverte Francese, che deve passare necessariamente attraverso la valorizzazione del patrimonio umano delle redazioni e di tanti collaboratori: “Dopo l'abbondante ricorso agli stati di crisi e ai prepensionamenti effettuati dai tre quotidiani isolani, l'ipotesi di nuovi tagli mal si concilierebbe con i nuovi sfolgoranti propositi”. Bisogna anche agire in fretta perché parallelamente al calo delle vendite, si registra quello degli iscritti. “La tenuta dell'Albo ce ne dà la misura: gli iscritti sono diminuiti, così come l'anno precedente”. Una tendenza che si riflette anche sulla formazione dove si registra un alto numero di ‘trasgressori’. “Sono ben 905 gli inadempienti da 0 a 2 crediti tra gli iscritti all’Ordine - rivela Vecchio -, quindi sono 1239 i colleghi non in regola. A conclusione del triennio formativo in corso - mette in guardia -, in caso di recidiva le sanzioni verranno inasprite in base a criteri di proporzionalità”. Tra le scommesse dell'Ordine per il futuro della professione, infatti, c'è proprio l'attività della formazione obbligatoria. “L’Ordine se la cava egregiamente” riconosce Francese organizzando e mettendo a disposizione dei colleghi oltre 800 eventi formativi, un "miracolo" reso possibile grazie all'impegno dell'Ordine e alla fattiva collaborazione dei segretari provinciali del sindacato dei giornalisti. 

Al termine dei lavori, è intervenuto anche il segretario regionale dell'Assostampa Alberto Cicero che si è soffermato sul "contesto generale della nostra professione che non è mai stato così minaccioso". Un quadro a tinte fosche, quello disegnato da Cicero, dovuto certamente alla gravità della crisi, "ma anche a un quadro normativo assai vetusto, da cambiare al più presto. La professione è cambiata in peggio, c'è un quadro di assoluto sfruttamento". E non manca l'autocritica: "Tutto questo è avvenuto sotto i nostri occhi, nel silenzio generale". Per Cicero oggi i giornalisti devono tenere a mente l'importanza del proprio ruolo nella società, "sono chiamati a un sussulto di dignità". Il segretario del sindacato regionale dei giornalisti ricorda quindi l'importanza del ruolo dell'Ordine, che deve essere "controllore rigoroso della categoria", e si dice d'accordo con il presidente Francese sulla necessità di incontri periodici, come si è cominciato a fare da qualche mese, tra Ordine e sindacato per una "sinergia forte e irrinunciabile" che serva ad affrontare con più forza ed efficacia i tanti problemi della categoria.