La memoria del fare, cittadini ricordano a Palermo i giornalisti uccisi

La memoria del fare, cittadini ricordano a Palermo i giornalisti uccisi

«L’esercizio della memoria è fondamentale per rendere sempre vivo il variegato mondo dei ricordi. Oggi a Palermo i Cittadini per la Memoria del Fare nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della Libertà di stampa – osserva il giornalista Leone Zingales, promotore di un evento che ha avuto luogo nell’area del Giardino intitolato proprio alla Libertà di stampa – hanno dedicato un momento di riflessione ai giornalisti assassinati dalla criminalità organizzata e dal terrorismo. La memoria è uno strumento indispensabile per far comprendere a tutti noi, ma in special modo alle giovani generazioni, quanto sia importante non disperdere il patrimonio di conoscenza, di passione civile e di coraggio che ci hanno donato le vittime ed è su questo solco che si deve percorrere la strada della legalità con la schiena dritta senza cedere a ricatti o a pressioni. Fare conoscere le storie di tutte le vittime è un dovere. Tutti i giornalisti che abbiamo ricordato oggi - assassinati in vigliacchi agguati per mano di killer prezzolati oppure feriti nell’oscurità di balordi disegni criminali - hanno trasmesso dei valori: valori di libertà e di democrazia». All’evento, della durata di pochi minuti, hanno preso parte 10 cittadini (che hanno osservato le norme anticovid, uso di mascherine e distanziamento), tra cui l’ex capocentro della Dia di Palermo Antonio Amoroso, il libraio-editore Nicola Macaione, l’ex questore Giacinto Vaccarella e Giulio Francese, figlio di Mario il cronista del Giornale di Sicilia ucciso nel 1979.
Contemporaneamente a Catania il genero di Giuseppe Fava, Giuseppe Andreozzi, si è soffermato per alcuni minuti sul luogo dell’agguato contro il giornalista-scrittore in via Fava. Brevi momenti di riflessioni si sono svolti a Palermo con i giornalisti Giorgio Mannino, in viale delle Magnolie per Mauro De Mauro, e Gioia Sgarlata assieme a Giulio Francese, in viale Campania sul luogo in cui fu ucciso Mario Francese. A Torino la sorella di Mauro Rostagno, Carla, ha dedicato un momento di riflessione davanti alla casa natale del giornalista ucciso a Trapani nel 1988, e così pure a Cinisi dove Giovanni Impastato ha ricordato il fratello Peppino ucciso nel 1978. A Termini Imerese, infine, una breve riflessione davanti alla casa in cui ha vissuto Cosimo Cristina, ucciso nel 1960, l’ha dedicata il giornalista Vincenzo Bonadonna ex direttore del quotidiano L’Ora.
Il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, ha espresso parole di apprezzamento per l’iniziativa di Palermo promossa dai Cittadini per la Memoria del Fare: «Proprio mentre a Palermo, nell'area del Giardino della Libertà di stampa, un gruppo di cittadini ricorda i giornalisti uccisi da mafia e terrorismo, – ha sottolineato Verna - a Bologna con partecipazioni fisiche e virtuali inauguriamo, presso il master di giornalismo, la panchina della libertà di stampa. La mia gratitudine è ampia per queste iniziative, perchè mai come in questo momento storico, la funzione dell'informazione come cardine della democrazia va difesa e rafforzata. Dopo i recenti fatti accaduti proprio in Sicilia, nel Trapanese, ho dedicato simbolicamente imbavagliato, il mio intervento alla tutela delle fonti, questione fondamentale per la professione, tenendo sempre alta la bandiera della battaglia contro le querele temerarie. La forza per portare avanti queste iniziative, tuttavia, la categoria non potrebbe averla se non ci fosse la testimonianza dei martiri che si celebrano oggi a Palermo. Senza la memoria non si costruisce il futuro di cui abbiamo bisogno per il Paese».