Premio della Volpe alla decima edizione, podio a tre studentesse

Premio della Volpe alla decima edizione, podio a tre studentesse

Si è tenuta presso il Polo universitario di Trapani la X edizione del concorso giornalistico “Santo Della Volpe”, nell’ambito della settimana dedicata al  "Non ti scordar di me”, promosso dal Comune di Erice e dall’associazione Libera - nomi e numeri contro le mafie, in occasione del 41° anniversario della strage mafiosa di Pizzolungo (2 aprile 1985), nel corso della quale persero la vita Barbara Rizzo Asta e i suoi gemellini Salvatore e Giuseppe.

Nell’aula magna del Polo Universitario di Trapani, davanti a studenti, docenti e cittadini, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione. IL concorso, riservato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, ha visto i concorrenti cimentarsi sul tema: “Le tante morti violente nel nostro Paese, dai caduti sul lavoro alle vittime delle mafie. Una riflessione e un racconto sulle condizioni di lavoro nel territorio in cui vivono”.

La giornata è stata aperta da una sessione di interventi incentrati proprio su questo argomento, ma anche sulla memoria, l'impegno civile e il ruolo delle nuove generazioni nella lotta contro ogni forma di illegalità e di mafia. A moderare il convegno, Lorenzo Frigerio, direttore di Libera Informazione. Due interessanti contributi sono stati forniti da Concetto Mannisi presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia (collegato a distanza), e Beppe Giulietti, coordinatore nazionale di Articolo 21 (in video). Ordine e Articolo 21 sono tra i patrocinatori del concorso. Mannisi e Giulietti hanno messo in evidenza i temi odierni che riguardano l’informazione nel nostro Paese, raccogliendo dal lavoro degli studenti utili indicazioni per sperare già in un presente ma anche in un prossimo futuro dove il giornalismo torni ad essere centrale. Mannisi poi soffermandosi sulla giornata che ha visto lo sciopero nazionale indetto dalla FNSI, il sindacato dei giornalisti, ha sottolineato come la vertenza non riguarda solo la rivendicazione contrattuale, pur grave perché si ha davanti un ritardo di 10 anni per il rinnovo del contratto di lavoro, per responsabilità della Federazione degli editori, ma nell’astensione dal lavoro i giornalisti hanno anche inserito l’urgenza ad aver riconosciuto piena dignità e certa salvaguardia nell’esercizio della professione, in un momento in cui il mondo dell’informazione è fatto oggetto di preoccupanti tentativi di imbavagliamento, A soffermarsi sui temi della sicurezza sui posti di lavoro è stata la segretaria generale della Cgil di Trapani, Liria Canzoneri. La sindaca di Erice, Daniela Toscano, ha portato i saluti istituzionali del Comune.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata agli studenti ed alla premiazione dei partecipanti alla decima edizione del concorso giornalistico dedicato a Santo della Volpe, compianto giornalista, ex inviato del Tg3, socio fondatore dell'associazione Articolo 21 e vice presidente di Libera Informazione. Il concorso è stato promosso da Comune di Erice, Associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie, FNSI, Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Articolo 21, Liberainformazione.

La commissione esaminatrice ha poi proclamato le vincitrici, selezionando gli articoli che più hanno saputo coniugare analisi, profondità, sensibilità civile e capacità di racconto sul tema proposto.
Prima classificata: Amasha Savindi Thrimanna Hettige Perera della classe 4F – I.I.S. “La Farina Basile” di Messina – Insegnante referente prof.ssa Maria Pia Meringolo. Titolo dell’articolo: “Sicilia: se il lavoro non è libertà, la memoria resta un rito vuoto”.
Seconda classificata: Monica Rallo della classe IVE Graf. – I.I.S. “S. Calvino – G.B. Amico” di Trapani – Insegnante referente prof. Angelo Alessio Febo Maria. Titolo dell’articolo: “Tradito dalla terra che amava
Terza classificata: Elisabetta Ditta della classe 3E – Polo Statale I.S.S. “Mattarella” di Castellammare del Golfo – Insegnante referente prof.ssa Maria Grazia Di Stefano. Titolo dell’articolo: “Morti sul lavoro: la strage che l’Italia non ferma